Interrelazioni funzionali tra rachide cervicale e sistema stomatognatico

L’articolazione atlanto-occipitale e l’articolazione tremporo-mandibolare costituiscono, rispettivamente, la connessione tra rachide cervicale e cranio e tra cranio e sistema stomatognatico. Tutte queste strutture sono collegate da sistemi capsule-legamnetosi, muscolari, vascolari, linfatici e nervosi.

La stabilità e la mobilità della testa sono regolate da forze muscolari anteriori e posteriori, profonde e superficiali, provenienti dal rachide cervicale e finemente coordinate tra loro (Boyling et al. 2005). Tali premesse sono necessarie per comprendere le complesse interconnessioni funzionali dal sistema cranio-cervice-mandibolare, che, già negli anni Ottanta, autori quali  Makofsky e Rocabado hanno tentato di spiegare attraverso osservazioni cliniche.

Più recentemente altri autori hanno indagato come i movimenti che occorrono a livello del rachide cervicale possano determinare comportamenti motori adattativi della mandibola  e delle strutture a essa correlate. Visscher et al (2000) mostrano come cambiamenti della postura cervicale siano accompagnati cambiamenti sia del pattern di apertura mandibolare sia dello spazio articolare tempero-mandibolare.

Altri ricercatori mostrano la presenza di movimenti adattativi a livello cervicale come risposta a movimenti della mandibola. Tali movimenti sono semplici aggiustamenti passivi o sono prodotti da un sistema di regolazione del controllo motorio che ha il compito di posizionare la testa in maniera ottimale per permettere alla mandibola di svolgere al meglio le proprie funzioni.

Un interessante lavoro di Eriksson et al (2000), mostra come il movimento anticipatorio della testa , che precede il movimento mandibolare, sarebbe l’espressione di un meccanismo di controllo motorio, finalizzato a rendere il movimento mandibolare il più fluido possibile, e non un semplice aggiustamento passivo come ipotizzato da altri.

Komiyana et al (2005) osservarono sia l’importanza del contributo del distretto cervicale nel controllo neuromuscolare del sistema masticatorio, sia il possibile effetto che comuni quadri di cervicali potrebbero avere sulla funzione masticatoria.

Altri autori, attraverso studi condotti con elettromiografia di superficie, hanno dimostrato l’esistenza del riflesso trigemino cervicale (Milano et al,2001), circuito neurofisiologico che spiegherebbe la contrazione dei muscoli sternocleidomastoideo e trapezio che si osserva in risposta a una massima contrazione volontaria del massetere.

Tali relazioni pongono l’accento sulla necessità di inquadrare le disfunzioni cranio-cervice-mandibolari attraverso una visione che consideri sia la possibile sovrapposizione di pattern dolorosa origine da uno dei due distretti, sia il concetto di interdipendenza regionale, secondo il quale, impairment presenti in un distretto apparentemente non correlato alla sede principale dei disturbi del paziente, possono invece contribuire o essere associati ai disturbi principali lamentati dal paziente. (Strunce et al, 2009).

Quanto sopra descritto sollecita una valutazione clinica del distretto cervicale in presenza di disturbi lamentati nel distretto oro-facciale/cranio-facciale, così come una valutazione delle strutture oro-facciali in presenza di disturbi a livello cervicale e cranio-cervicale.

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